L’arte a
Stone
Oven
House

Più di una guesthouse, Stone Oven House è una residenza d’artista viva e in evoluzione. Dal 2017, abbiamo accolto artisti visivi, musicisti, performer, scrittori e filmmaker da tutto il mondo attraverso i nostri programmi di residenze artistiche e ritiri creativi.

Nel corso degli anni, queste collaborazioni hanno portato a una collezione crescente di opere d’arte, in mostra permanentemente sia negli interni che negli spazi esterni della proprietà. Ogni stanza e angolo della casa riflette un’impronta creativa unica — non solo come decorazione, ma come parte del dialogo artistico continuo che promuoviamo qui.

Questa pagina non può presentare ogni artista, ma la loro presenza si avverte in tutta la casa e nei suoi terreni: nelle stanze, negli studi, nei sentieri del bosco e negli spazi espositivi, così come nei nostri archivi e nelle collezioni in deposito.

Troverete installazioni e sculture nel parco all’aperto di artisti come Simon Lambrey, Manfred Kronenthaler, Lorenzo Gnata e il Weaverbirds Collective. All’interno, nei vari spazi si possono scoprire le opere di Natalya Zaloznaya, Andrey Bilzho, Alessandro Sciaraffa, Cynthia Fusillo, Daniele Galliano, Dragoljub Stankovikj, Darya Yurishcheva, Zoya Pilipenko, Ivan Maximov, Julia Belova, Katya Kabalina, Marc Mandril Ferrario, Maximilano Siñani, Anne Boscher, Antonella Di Dedda, Charlee Sodprasert, Stefano Giorgi, Marina Skepner, Sergei Prokofiev, Ida Simone e Vanja Vukovic.

Per esplorare l’elenco completo degli artisti in residenza e approfondire il loro lavoro, visita stoneovenhouse.com.

Simon 
Lambrey:
Le repos 
des vents

Tra le opere che plasmano l’atmosfera di Stone Oven House, la serie di installazioni Le repos des vents di Simon Lambrey (in inglese: Wind’s Rest, «Il riposo dei venti») occupa un posto speciale. Lambrey, artista francese la cui pratica unisce disegno, installazione e spazio psicologico, sviluppò queste opere nel 2021.

Le installazioni, parte delle sue esplorazioni in corso «medium / space», indagano il rapporto fra corpo, spazio e immobilità. Sebbene la serie originale sia composta da acrilici su tela, l’approccio e la pratica di Lambrey comprendono anche installazioni che abitano siti naturali. A Stone Oven House le sue opere si integrano sia nella collezione interna sia nell’ambiente esterno, invitando gli ospiti a vivere l’arte come parte del territorio stesso, oltre la contemplazione passiva.

Nelle radure boscose del nostro terreno troverete opere ispirate a Wind’s Rest: forme sottili, echi materiali di movimento rallentato, collocate fra alberi e prato. Negli studi e nelle sale comuni, opere più piccole di Lambrey fanno parte della collezione della residenza, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare aspetti diversi del suo lavoro.

Lev
Nikitin:
L’arte della presenza, della memoria,
e della trasformazione.

La collezione di Stone Oven House comprende diverse opere di grande impatto di Lev Nikitin: dipinti monumentali su lamiere arrugginite, delicati disegni, tele e fotografie. Distribuite nella casa e nei terreni circostanti, riflettono un dialogo profondo con il luogo, il tempo e la tensione fra permanenza e impermanenza.

Uno dei suoi contributi più significativi è il progetto in tre parti “Scotoma. Sacred Place”, un’esplorazione stratificata di come uno spazio diventi significativo. È iniziato come performance di strada a Torino, è proseguito con un intervento site-specific nel bosco selvatico che circonda Stone Oven House, e si è concluso con una mostra che ha unito il percorso fisico ed emotivo.

Attraverso questo progetto, Nikitin ci ha invitati a scoprire la superficie visibile del nostro circondario — ad aprire punti ciechi, connetterci e attivare il potenziale sacro di un luogo.
Nell’ottobre 2023 ha inoltre presentato la mostra personale «Umano / Non Umano» a Casa col Forno, unendo video, scultura e performance per indagare cosa significhi essere umani in un’epoca di cambiamenti accelerati, sia sociali sia personali.

Lev Nikitin, nato in Kazakistan, ha vissuto e lavorato in Russia fino a quando è stato costretto a fuggire a causa del rischio di persecuzione per le sue convinzioni politiche. Dal 2022 al 2023 ha vissuto e lavorato a Stone Oven House come artista residente a rischio. Da allora ha ottenuto asilo politico in Italia, dove continua la sua pratica multidisciplinare. Le sue opere rimangono tra i pezzi più emotivamente e concettualmente intensi della nostra collezione permanente.

Natalya
Zaloznaya:
Intrappolata in sogni
di porcellana

Una serie di dipinti intensi e contemplativi di Natalia Zaloznaya è esposta permanentemente in una delle stanze di Stone Oven House. Le opere mostrano la sua eccezionale padronanza del colore e della composizione, rivelando strati di pensiero ed emozione sotto ogni pennellata. Con precisione e misura poetica, Zaloznaya crea un linguaggio visivo profondamente personale e al tempo stesso universale.

La serie parla del tempo non come cronologia, ma come presenza: ciò che rimane, ciò che svanisce e ciò che portiamo avanti senza saperlo. Nelle tele di Zaloznaya non c’è narrazione, né bisogno di decifrare: soltanto spazio per sentire.

Natalya Zaloznaya è un’artista nata in Bielorussia, le cui opere sono state esposte in musei e gallerie in Europa e negli Stati Uniti. Formata nelle tradizioni classiche della pittura e dell’arte monumentale, si è da tempo allontanata dalla rappresentazione, sviluppando un linguaggio insieme intimo e archetipico. I suoi dipinti parlano con misura, mai con indifferenza; attingono alla memoria, alla perdita, al paesaggio e alla metafisica della luce.

Zaloznaya ci ha raggiunti a Stone Oven House in un momento tranquillo fra due mostre, e la valle sembrava risuonare con il suo ritmo. Le opere che ha lasciato continuano a plasmare l’atmosfera qui: non decorazioni, ma punti di riferimento silenziosi per la riflessione.



Le persone vengono qui non solo per riposare, ma per ricaricarsi — per riconnettersi con se stesse e con gli altri. Oltre alle esposizioni e alle installazioni, la casa conserva tracce silenziose dei suoi residenti: libri firmati da scrittori in visita, schizzi lasciati nei cassetti degli studi, musica nata in lunghe serate accanto al fuoco. Ogni ospite aggiunge qualcosa — un pensiero, un gesto, un ricordo — diventando parte di un luogo che continua a evolversi ad ogni arrivo.

Dormi dove l’arte vive. Il tuo soggiorno diventa parte della mostra.

Stone Oven House

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Possono soggiornare fino a due tra bambini e neonati. Dormono con i genitori nello stesso letto matrimoniale di 160 × 190 cm. Non è previsto un posto letto separato in questa camera.

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