La Val Pellice e le montagne circostanti

La storia

Stone Oven House non è nata come un progetto già definito, né dal tentativo di creare un albergo insolito.

Questa casa ha preso forma da tesori raccolti pezzo dopo pezzo.

Sergey Balovin e Claudia Beccato arrivarono in Val Pellice portando le proprie storie ed esperienze. Alle loro spalle c’erano la vita a Shanghai, anni di viaggi, decine di paesi, centinaia di incontri e scoperte straordinari. Eppure, come si sarebbe rivelato, qui li attendeva ancora di più da scoprire.

A Rorà emersero echi inattesi fra la storia secolare di questo luogo e la loro ricerca di libertà e armonia. L’antica cascina custodiva già il ricordo di un artista che vi aveva trovato rifugio. E per secoli il paese e le montagne circostanti avevano offerto riparo a persone per cui libertà, conoscenza e semplicità contavano più della sicurezza e della prosperità esteriore.

Il lento restauro rivelò gradualmente il significato di ogni pietra, di ogni vecchia asse e di ogni chiodo forgiato a mano.

Oggi il valore di Stone Oven House è difficile da ridurre al costo degli interni, alle dimensioni delle stanze o a un elenco di servizi.

Si è accumulato pezzo dopo pezzo: attraverso oggetti trovati, doni portati da paesi diversi, opere d’arte, storie e legami umani. Anni di viaggi hanno plasmato anche l’idea di Sergey e Claudia di ciò che una casa dovrebbe essere per chi arriva da lontano.

Stone Oven House con il tetto in pietra e i balconi

Ecco perché
la storia di questo luogo
non si può raccontare
lungo un’unica linea.

Rorà & Val Pellice

Un luogo dove la libertà cerca rifugio da secoli.

Tetti in pietra di Rorà ai piedi di un versante boscoso

Rorà si rivelò molto più di un bel paese sulle Alpi. La sua storia ritorna più volte su temi che avrebbero poi risuonato nella storia di Stone Oven House: libertà, semplicità, conoscenza, indipendenza e disponibilità a condividere.

Le comunità valdesi trovarono protezione fra queste montagne, sopravvivendo a persecuzioni, esili e ritorni. Durante la Seconda guerra mondiale gli abitanti di Rorà ospitarono famiglie ebree. Decenni dopo, persone che avevano bisogno di una casa temporanea sicura la trovarono di nuovo qui.

La storia della valle non spiega del tutto le origini di Stone Oven House: il progetto ha una propria preistoria, molto diversa. Ma fu qui che divennero particolarmente chiari gli echi inattesi fra il passato di questo luogo e le ricerche che avevano portato fin qui i creatori della casa.

La casa

Un’antica casa in pietra, ripensata senza perderne le proporzioni storiche.

Stone Oven House nel suo paesaggio montano

Vernarèa cambiò attraverso molte generazioni, conservando però la scala di una vera abitazione di montagna: stanze compatte, soffitti bassi, spessi muri in pietra, travi massicce e aperture formatesi in epoche diverse della vita della casa.

Nel restauro queste caratteristiche non vengono corrette o nascoste. Al contrario, dettano le regole del lavoro sullo spazio. Le vecchie assi del fienile diventano mobili e divisori, gli oggetti trovati in casa assumono nuove funzioni e il comfort contemporaneo si inserisce nelle proporzioni esistenti senza distruggerle.

Lo spazio limitato richiede precisione. Ne nasce una particolare ergonomia degli interni: ogni centimetro va considerato, e la compattezza diventa un principio organizzativo anziché un difetto.

Il restauro non riporta la casa al passato. Le permette di continuare a vivere conservando ciò che la rende se stessa.

L’esperimento continua

Stone Oven House è nata molto prima di avere un indirizzo stabile.

Sergey e Claudia lavorano con i ritratti

La storia comincia con il trasferimento di Sergey Balovin a Shanghai e con una catena di incontri fortuiti e coincidenze che lo avrebbe portato a un insolito esperimento artistico, In Kind Exchange.

Quello che era iniziato quasi come un gioco avrebbe portato l’artista a vivere per anni senza denaro, a partire per un giro del mondo e poi a continuare a viaggiare, pagandosi il cammino con i disegni e trasformando lo scambio in un’esplorazione di libertà, fiducia e ospitalità.

Fu questo viaggio continuo a portare Sergey in Italia, dove incontrò Claudia Beccato, futura moglie e collaboratrice. Insieme avrebbero aperto il capitolo successivo dell’esperimento: non più in viaggio, ma nell’antica cascina di Vernarèa sulle Alpi italiane.